Capri

La culla degli Dei
L'isola dove Ulisse udý
il canto delle sirene.

      

Capri, uno scoglio di appena dieci chilometri quadrati, al largo del golfo di Napoli, posto ad Ovest di Punta Campanella, e' probabilmente la prosecuzione della penisola sorrentina. L'isola azzurra fu abitata sin dall'eta paleolitica e, conquistata successivamente dai Fenici e Teleboi che fondarono un regno fortificandone la parte alta, Anacapri. Nel 326 a.c. l'isola apparteneva a Napoli e nel 29 a.c. i partenopei la cedettero ad Augusto che vi dimoro'.

Anche Tiberio vi trascorse gli ultimi anni della sua vita e altri imperatori l'amarono. Vi erano molte sontuose ville come Villa Iovis, ridotta oggi a poco piu' che ruderi, ricordata da Svetonio e da Plinio nei loro scritti; un'altra villa d'epoca imperiale si trova sul piano di Damecuta in un'altra ancora vi sono i Bagni di Tiberio. Nel 530 Capri passo' all'Abbazia di Montecassino; nel VII e nell'VIII secolo fu preda di continui saccheggi da parte di corsari e dei saraceni. La lunga azione del mare e fenomeni bradisismici staccarono Capri dalla terraferma e scavarono nella roccia grotte di insuperabile bellezza: la Grotta Verde chiamata anche del Turco, dove la colorazione dell'acqua si avvicina a quella dello smeraldo, la Grotta Bianca e la celeberrima Grotta Azzurra.

      Il simbolo di Capri, venendo da lontano restano i Faraglioni. Davanti a Punta Tragara ripida e culminante in masso conico si trovano i mitici scogli. Il Faraglione settentrionale mostra un bellissimo arco naturale dove sopravvive una particolare spece di rettile: la lucertola dei faraglioni. A levante di Punta Tragara si erge lo scoglio moncone, tanto piu' basso dei faraglioni e di colore scuro.

      Per rendere piu' affascinante il mare dell'isola, da qualche anno opera un sottomarino. Il "Tritone", esplora i fondali a poco piu' di cinquanta metri di profondita', consentendo anche a coloro che mai si sono sognati di indossare maschere e pinne, o che addirittura non sanno nuotare, di ammirare da vicino, i pesci variopinti, le alghe floreali di cui sono ricche le coste campane, oltre naturalmente a vedere la base dei faraglioni.

      
I faraglioni

Per visitare l'ottava meraviglia del mondo non basta un fugace week end. Da marina Grande una panoramica funicolare conduce nella famosissima piazzetta con la Torre dell'orologio. Da qui incomincia un fantastico itinerario: la Certosa di San Giacomo, con affreschi settesentesche il chiostro quattrosentesco, Villa di Tiberio, i giardini di Augusto, per poi scalare il monte Solaro, arrivare a punta Cannone, dove si trova villa San Michele, la Migliora, Torre della Guardia, punta Carena, Mulino a vento.

Oltre alle grotte gia' citate, facendo il periplo dell'isola per mare che e' di circa 9 miglia, si possono ammirare altre grotte minori, ma altrettanto suggestive come quelle di Pizzolungo, grotta Brillante, grotta della Galleria, grotta Vela, grotta delle Felci, grotta dell'Arco, grotta della Certosa, grotta del Belvedere, la grotta Rossa, la grotta dei Santi, per citarne solo alcune. Molto interessante l'unico museo sull'isola con raccolte di sculture antiche, la chiesetta medioevale di Santa Sofia, la chiesa di San Michele con pavimentazione di mattonelle maiolicate, la chiesa di San Costanzo del X secolo, la chiesa di Santo Stefano con pavimento policromo.

      Una guida rappresenta Capri come una gigantesca rupe calcarea, un mosaico di picchi, strapiombi, anfratti in cui si aprono squarci di paesaggio straordinari e su cui, a dispetto della legge di gravita', crescono eriche, ginestre, euforbie, fichi d'india. Il risultato finale e' quello di un grande, variopinto giardino pensile sull'acqua o meglio ancora di un immenso bonsai galleggiante attorno al quale si aprono scalette, spiagge sassose e insenature di acqua blu. Non e' un caso che Capri sia stata definita, dai molti letterati che hanno soggiornato a lungo sull'isola, la culla degli dei, dove Ulisse udi' il canto delle sirene.

      


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Napoli, 15/01/2013 ore: 15.01