Ospizio e Catacombe di San Gennaro extra moenia

      "La ricchezza ritrovata" è la bella brochure, pubblicata per la riapertura, dopo 50 anni, di uno dei luoghi più significativi della città, la Basilica di San Gennaro extra moenia, all'interno dell'omonimo Ospedale.

      La storia della Basilica è legata alle vicende delle vicine catacombe, il più grande complesso cimiteriale cristiano napoletano, con cui la chiesa è collegata. Quasi certamente, il primo nucleo della costruzione fu ottenuto dalla fusione dell'ampliamento di due cripte esistenti nei pressi dell'ingresso alle catacombe, dove, nel III secolo venne sepolto Sant'Agrippino e nel IV secolo fu collocato il corpo di San Gennaro.

      La Basilica fu rifatta nel V secolo con successivi rimaneggiamenti nei secoli XI e XV. La chiesa di San Gennaro extra moenia si presenta a tre navate divise da pilastri catalano-durazzeschi con volta a tutto sesto. Nella sua spazialità la Basilica presenta ancora le caratteristiche paleocristiane, soprattutto nell'abside, con l'inserimento delle due colonne corinzie che reggono l'arco, riallacciandola alla tradizione paleocristiana. Alcune tracce di affreschi, ritrovamenti di scavi effettuati nel 1927, sono lungo la navata destra. L'affresco rappresenta "Cristo, tra l'imberbe San Gennaro e Sant'Agrippino" sullo sfondo il Vesuvio.

      La Basilica è preceduta da un atrium, sulle cui pareti sono affrescati, con scene del miracolo di San Gennaro che ferma la lava del vesuvio durante l'eruzione del 1631, di autore ignoto, sormontati dallo stemma di Oliviero Carafa, papa Sisto V, Paolo IV e del Seggio del popolo. Sotto la volta si ammira l'affresco a grottesche con al centro "l'Eterno Padre" di mano di Andrea Sabatino da Salerno (prima metà del XVI secolo). La facciata della Basilica è in stile neo-gotico, rifacimento del XIX secolo operata dagli stessi ospiti dell'Ospizio di San gennaro dei Poveri.

      La riapertura dell'importante Sito per soli due giorni in occasione del Maggio dei Monumenti si è deve al prof.Angelo Montemarano, manager dell'Asl Napoli 1 e al direttore amministrativo dell'ospedale Vittorio Silvestrini.

      Auspicio dei promotori è quello di riaprire subito le catacombe di San Gennaro e costituire un circuito museale con gli altri sette nosocomi più antichi della città per rivalutare un patrimonio di arte e di storia, finora sconosciuti. Gli ospedali interessati sono: Incurabili, Ascalesi, Annunziata, Elena d'Aosta, Pellegrini, Loreto Crispi, Leonardo Bianchi.

      Negl'Incurabili con l'interessante farmacia, si potrebbe allestire il Museo degli ospedali, recuperando tutti i tesori sparsi tra cappelle gentilizie e caveau di banche.


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Napoli, 22/01/2013 ore: 17.58