La Reggia dei poveri

Il serraglio di Carlo III

      



      Risale alla metà del settecento la costruzione del "Real Albergo dei Poveri" voluto da Carlo III di Borbone. La sua realizzazione fu affidata a Ferdinando Fuga che non riusci a portare a termine l'opera. Il progetto prevedeva la edificazione di un grande reclusorio capace di accogliere i circa ottomila tra poveri, diseredati, sbandati e immigrati che confluivano nella Capitale dalle altre province del regno e dediti all'accattonaggio e costituivano un elemento poco decoroso per la città.

      L'ospizio doveva dividere gli ospiti (per età e per sesso) in quattro categorie di segregazione (uomini, donne, ragazzi e ragazze). Il progetto originario prevedeva un complesso edizilio molto più grande di quello che attualmente vediamo. Doveva estendersi su una vasta superfice con un prospetto di 600 metri di lunghezza e una larghezza di 135 metri e comprendere cinque grossi cortili; in quello centrale era prevista la edificazione di una chiesa con pianta stellare a sei bracci.



      Benchè incompiuto, il gigantesco edificio, attualmente presenta una bella facciata che si estende per ben 354 metri di lunghezza e che, con una superficie utile di circa 103.000 metri quadri, è senz'altro uno degli edifici più grandi d'Europa. Nelle scuole-officine del Real Albergo dei Poveri, venivano mandati anche gli orfani maschi della Santa Casa dell'Annunziata perchè giunti all'età di sette anni senza essere stati adottati e le ragazze che venivano espulse per indisciplina.

      Per questo motivo l'edificio era meglio conosciuto come "serraglio". Lo scopo di questa caritatevole reggia dei poveri era quello di assicurare ai meno fortunati mezzi di sussistenza e l'insegnamento di un mestiere. Dismessa la funzione di ospizio, ha ospiato nei suoi locali un cinema, officine meccaniche, una palestra, vari uffici pubblici, il Tribunale e "riformatorio" per i minori, un distaccamento dei Vigili del Fuoco.

      Un'ala dell'edificio ancora adibita ad ospizio crollò in seguito al terremoto del 1980, e nel crollo persero la vita alcune anziane donne e due persone che le assistevano. Abbandonato per tanti anni, ora sono in cantiere progetti e idee per recuperare l'imponente edificio che confina con l'incantevole Orto Botanico, istituito nel 1807 da Giuseppe Bonaparte. Periodicamente si effettuano visite guidate.


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Napoli, 18/01/2013 ore: 1.16