Riscopriamo sapori & bellezze del Sannio

      Un viaggio nella Campania Felix, alla riscoperta di luoghi fino a poco tempo fa bistrattati per il tam tam delle campagne pubblicitarie di Paesi esotici o alla moda. Ci piace parlare del Sannio con i suoi 77 piccoli ma rigogliosi comuni. Il capoluogo nell'antichità Maleventum, fu chiamato dai romani Beneventum, dopo la vittoria su Pirro, poi capitale del ducato longobardo. Vanta lo splendido Arco di Traiano, l'obelisco e la statua egizia dedicata al dio-bue Api, la Rocca dei Rettori, le chiese di Santa Sofia, risalente al 762, esempio d'architettura del primo Medioevo, il Duomo. A pochi chilometri Pietrelcina, la città natale di Padre Pio, un museo all'aperto con la chiesa dove mosse i primi passi il Santo delle stimmate.

      Molti gli itinerari da percorrere nelle vallate ubertose solcate da fiumi, grotte rupestri, colline e montagne con pascoli, folti boschi e fitte foreste. La valle caudina, la valle telesina, detta la cantina del Sannio, per i suoi vini doc, la valle del titerno, la valle del Tammaro, la Valfortore.

      Un meeting sulle bellezze e l'enogastronomia locale si è svolto presso Il "Ricci Park Hotel" di S. Giorgio del Sannio in occasione della festa patronale, presenti l'amministratore dell'Ept, dott. Gennaro Vitelli e il coordinatore dello stesso ente, dott.Giuseppe Gatti, autorità locali e giornalisti.

      L'incontro "Viaggio nel Sannio dei sapori - breve itinerario alla riscoperta dei prodotti tipici e della cucina del territorio", è stato coordinato dal giornalista Enzo Manzoni. Il prof. Pasquale Palma, giornalista-scrittore di gastronomia si è soffermato su "i prodotti tipici". Elencarli tutti, illustrati con dovizia di particolari dall'esperto gastronomo, sarebbe impresa ardua. Si parte dalle orecchiette, ai fusilli, alla minestra maritata, al sartù di riso alla morconese, al coniglio ripieno di San Lorenzello; dalle tagliatelle con il ragù e di carciofi di Pietrelcina, alle linguine con salsicce di Cusano Mutri, dai mugliatielli con broccoli saltati alla polenta con fagioli. Ancora i taralli di San Lorenzello, i biscotti di Cerreto, ai caozoncelli di Morcone alla pastiera di riso alla morconese ed al sanguinaccio dolce di Amorosi; al miele del Taburno, destinato in gran parte alla produzione del torrone. Tra i prodotti del sottobosco lamponi e more, profumate fragole, saporosi funghi, tartufi neri. Una vera prelibatezza è il prosciutto di Pietraroia, il capocollo di Cusano Mutri, la soppressata di Pesco Sannita, la polmonata ovvero salsiccia di polmone di Apice, molto piccante. Per non parlare dei vini, un terzo della produzione della Campania proviene dal Sannio.

      "Con le uve prodotte da nobili vitigni - ha spiegato il prof. Palma - il Sannio ricava vini di grande pregio e di spiccata tipicità, peraltro blasonati con la denominazione di origine controllata, come il Solopaca (bianco, rosso, rosato e spumante) che comprende anche le tipologie di Aglianico e Falanghina; cosi come l'Aglianico del Taburno e Taburno che raggruppa la Falanghina, Coda di Volpe, Piedirosso, Aglianico (novello) e spumante; ancora Santagata de Goti con Aglianico, Falanghina, Greco, Piedirosso e Falanghina Passito, infine il Sannio con Aglianico, Barbera, Piedirosso, Sciascinoso, Coda di Volpe, Falanghina, Fiano, Greco e Moscato ("passito" e "moscato").

      Dopo la prolusione del prof. Palma e la descrizione dei luoghi da parte del dott. Sabatino Di Maio, i partecipanti al convegno si sono trasferiti, per una visita guidata alle maggiori aziende della zona. Prima tappa all'Antica Masseria Venditi. Risale al 1595, una generazione dopo l'altra, ha sempre coltivato da sé i propri vitigni. Tutti con certificazione biologica Icea. Dopo alla Guardiense, una cooperativa che raggruppa centinaia di viticultori. Infine alla distilleria Strega, promotrice dell'importante premio letterario, dove oltre alla bontà del liquore, prodotto con 77 erbe pregiate, sono state mostrate le centinaia di bottiglie imitate in tutto il mondo. La giornata enogastronomica-turistica si è conclusa presso il ristorante del Park Ricci Hotel, dove Mirko Ricci I chef, finalista al concorso "la cozza tarantina" del centro Renoir di Taranto, ha preparato un tipico pranzo beneventano, riscuotendo il plauso degli esperti.


Home

Napoli, 23/01/2013 ore: 13.03