Sei personaggi In cerca d'Autore Al Mercadante

      La Stagione del Teatro Mercadante, riaperto al pubblico, ha esordito con uno dei testi più importanti del teatro del '900, “Sei personaggi in cerca d'autore” di Luigi Pirandello, prodotto dallo Stabile di Napoli-Teatro Nazionale e Teatro Stabile di Genova. Firma la regia Luca De Fusco. Uno spettacolo imponente, con diciotto attori della Compagnia Stabile in scena capitanati dal sempre ottimo Eros Pagni – che meraviglia assistere alla sua interpretazione di un personaggio pirandelliano! La scena apre sulla videoproiezione (ma poi i personaggi escono dallo schermo) di sei personaggi, creati e in seguito abbandonati, dal proprio autore. Il Padre, un uomo vestito di nero, pallido fantasma, reale nel dramma che lo arrovella, divorato dai rimorsi e condannato dalla memoria a rivivere i suoi comportamenti, è accompagnato dalla famiglia, composta di spettrali larve che tentano di ritrovare la vita che fu negata in palcoscenico.

      Il Capocomico, regista/autore, cercherà di dare corpo al dramma dei sei personaggi affinché si compia il loro ineluttabile destino, offrendo un filo logico allo spettatore. Nel Padre, nella Figliastra (Gaia Aprea) si vedono, per dirla con Artaud, “fantasmi che vengono a turbare il palcoscenico di noi vivi”, con la scoperta di un'importanza di vita estrema, esplosiva del teatro. Pirandello scrive Sei personaggi nel 1921 e con esso abbandona il salotto borghese del teatro europeo dell'800/900 per mostrare un palcoscenico vuoto dove una compagnia sta provando una commedia. Gli attori si mostrano quali individui superficiali, scarsamente acculturati, frivoli. Il Direttore (Paolo Serra) coordina la prova del Gioco delle Parti e il Suggeritore chiede se deve leggere anche le didascalie, intrusione dell'autore nel campo autonomo dell'attore.

      Un Capocomico che è prefigurazione della figura del regista, è lo sguardo esterno che chiarisce il testo e lo spiega agli attori, autore di uno svecchiamento della tradizione. Rappresenta in Pirandello la salvaguardia dell'autore rispetto agli arbitri dell'attore. Autorità morale, l'unico in grado di far tacere la Figliastra, concerta il canovaccio della storia. Le avanguardie storiche faranno emergere la potenza della realtà fattuale mentre Pirandello rimarrà ancorato al valore dell'arte. Rimane fondamentale nel suo teatro lo scavo che l'attore fa della propria parte.

      Il pubblico può abbattere la barriera simbolica tra spazio degli attori e spazio degli spettatori, come accadrà con il futurismo e il dadaismo. Grande metafora della condizione umana, Sei personaggi regala sempre emozioni e amare riflessioni. Bravi e affiatati gli attori, con l'ottima prova di Angela Pagano, Madame Pace, intensa figura espressionista, di Gaia Aprea, Federica Granata (La madre), Maria Basile Scarpetta (La prima attrice), Paolo Serra; perfetta la scenografia di Marta Crisolini Malatesta, ispirata da “Pirandello o la stanza della tortura” di Giovanni Macchia, le luci di Gigi Saccomandi, i video di Alessandro Papa, i movimenti coreografici di Alessandra Panzavolta, le musiche di Ran Bagno.

      Maresa Galli

      



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Napoli, 29/10/2017 ore: 10:31