Il Vesuvio

Il Vulcano in agguato
nel 1944 l'ultima eruzione

      "...Nel frattempo dal Vesuvio risplendono in parecchi luoghi delle larghissime strisce di fuoco e degli incendi che emettevano alte vampate, i cui bagliori e la cui luce erano messi in risalto dal buio della notte....sotto l'azione di frequenti ed enormi scosse, i caseggiati traballavano..."

      Cosi Plinio il Giovane descrive in una lettera indirizzata a Tacito l'eruzione del '79 d. C. e la morte dello zio; ma il Vesuvio, oggi potrebbe farci rivivere quelle apocalittiche scene?

      Forse l'intensità eruttiva non sarà cosi forte, i vulcanologi ritengono che la prossima eruzione potrà essere superiore soltanto a quella del 1631; allora morirono oltre cinquemila persone e, certamente l'attuale incremento demografico alle pendici del vulcano non era nemmeno immaginabile.

      A questo proposito, recenti studi hanno portato alla formulazione di un ben preciso modello del Vesuvio: il serbatoio nel quale si accumula il magma profondo, nel vulcano si trova in posizione superficiale, e viene costantemente rifornito, cosicche negli strati superiori il magma cristallizza, mentre i gas si concentrano nel liquido, facendo aumentare la pressione.

      Essendo il condotto attualmente ostruito, il vulcano ci "regalerà" la prossima eruzione quando la pressione sarà in grado di fare saltare lo strato di roccia che, adesso, svolge la semplice e modesta funzione di tappo.

      Il ragguardevole volume di magma entrato dal 1944 ad oggi nella "camera magmatica" è quindi calcolabile intorno a 60-80 milioni di metri cubi e, di questi, non meno di 50-60, in un'eruzione.

      L'emissione di una tale quantità di materiale farebbe di una eruzione un evento di portata superiore a tutte quelle che si sono avute dal 1631 ad oggi.

      Comunque, se il Vesuvio viene considerato uno dei vulcani a più alto rischio del mondo, non è certo per la sua reale pericolosità, ma perchè circondato, anzi coperto da un gigantesco tappeto di intensissima urbanizzazione.

      Almeno 700 mila persone vivono sui fianchi del vulcano e la città di Napoli dista meno di 15 chilometri dalla vetta. Le uniche vie da percorrere per evitare che un'eruzione si tramuti in una catastrofe, sono quelle della corretta informazione delle zone a rischio ma, soprattutto, di una graduale diminuzione della pressione demografica alle falde del Vesuvio, solo cosi sarà possibile stabilire un realistico piano di evacuazione.

      
Cratere del Vesuvio, Napoli Italia


Home

Napoli, 23/01/2013 ore: 14.39